Dopo essermi commosso con il video del padre siriano, emulo del Benigni de «La vita è bella», che trasforma il rumore delle bombe in un gioco per rassicurare la sua bambina, mi sono detto: e se anche per gli adulti il sorriso fosse l’unico antidoto efficace contro l’angoscia? Nella illuminante saga di Harry Potter, i mollicci sono creature magiche in grado di assumere la forma delle nostre paure. L’incantesimo per disarmarli non è un maleficio, ma la parola «Riddikulus», che li degrada a qualcosa di buffo. Come sarebbe bello, ragionavo ripensando a quel papà-mago capace di trasformare le bombe nel pretesto per una risata, se anch’io riuscissi a sorridere dei pericoli assai meno deflagranti che incrocio lungo il cammino. Incassare lo sgarbo di un interlocutore o il messaggio di un odiatore e riderci sopra, invece di arrabbiarmi. Vedere un politico che specula sulle paure della gente e, anziché tromboneggiare contro di lui, dire «Riddikulus» e immaginarmelo mentre ripete le sue smargiassate con un tutù addosso. L’ironia è uno scudo pieno di crepe, obietterà qualcuno. Può darsi. Ma poi leggo di Flavia, la ragazzina di Cremona che all’anonima compagna che le aveva recapitato sul banco una minaccia di morte, non ha replicato con rabbia o spavento, ma col sorriso. In una lettera la chiama «cara bulla», la ringrazia per averle dato la carica e però le confessa che avrebbe di gran lunga preferito ricevere un cioccolatino. Non posso fare a meno di ammirarla: lei conosce la magia.






Cremona, undicenne scrive alla bulla: non spegnerai la mia voglia di vivere
La lettera pubblicata su «La provincia di Cremona». Premiata anche dal prefetto: «Coraggio doppio, un esempio eccezionale»
«Cara bulla, sì, sono proprio io! Come vedi, le tue azioni negative non mi impediscono di scriverti questa lettera». Inizia così il testo che Flavia, undicenne di Cremona, ha scritto a chi l’ha presa di mira. Una lettera per reagire ma anche per perdonare, che la ragazzina ha deciso di rendere pubblica inviandola al quotidiano La Provincia di Cremona. Un gesto che provocato una valanga di reazioni a suo sostegno, dall’istituzioni scolastiche al sindaco e al prefetto che l’ha ricevuta e premiata.
Grinta e carica
Scrive Flavia nella sua lettera: «Cara bulla, se è vero che da un lato hai cancellato in me ogni illusione del mio dorato mondo di bambina, dall’altro ti ringrazio perché mi hai dato carica e grinta. Cara bulla, volevo solo farti sapere che mai riuscirai a spegnere la mia voglia di vivere». Aggiunge Federica, la madre della ragazzina: «Mia figlia si è tolta un peso enorme perché l’escalation di violenze verbali si è via via trasformata in una vera e propria persecuzione. La scuola ha fatto perfettamente il suo dovere e noi possiamo dire di sentirci tutelate. Ora, con tutte queste testimonianze di affetto, ancora di più».
Le reazioni
«Flavia è un buon esempio per tutti» hanno commentato il sindaco di Soncino, Gabriele Gallina, il vice sindaco di Cremona Maura Ruggeri. Il provveditore Fabio Molinari dice di essere «fiero di Flavia e la scuola deve stare in prima linea contro il fenomeno del bullismo». Invece il prefetto di Cremona, Vito Danilo Gagliardi, ha osservato che «Flavia ha dimostrato grande determinazione e straordinaria nobiltà d’animo, consegnandoci un esempio eccezionale. Il suo coraggio è doppio: quello di dichiarare e quello di perdonare. La giovanissima studentessa ci insegna così che gli atti di bullismo non devono piegarci, ma rafforzarci. Per questo ho ritenuto opportuno incontrarla e divulgare pubblicamente la sua preziosa lezione».



