Non fa notizia il rigetto degli immigrati da parte di altri neri
«Di solito siamo molto sensibili alle vicende che riguardano la xenofobia o addirittura la violenza contro gli immigrati. Invece c’è una crisi che ha al suo centro proprio questo tema, la violenza contro gli immigrati, la xenofobia o il razzismo, e che viene coperta dal silenzio, nonostante stia accadendo da mesi.
Il fatto è che questa crisi, per le sue caratteristiche, non è conforme ai pregiudizi, agli stereotipi, ai luoghi comuni della nostra epoca. Perché l’epicentro della crisi è il Sudafrica, e i protagonisti del rigetto degli immigrati sono degli africani di pelle nera, e coloro che vengono cacciati o qualche volta anche vengono fatti vittime di aggressioni e violenze sono anche loro dei neri. E quindi un razzismo che non ha da nessuna parte una traccia di colpevolezza bianca, per questo forse non fa notizia.
Eppure ci sono paesi come il Ghana, Kenya, Uganda e perfino la Nigeria che hanno dovuto organizzare dei charter per rimpatriare dei loro connazionali in modo da metterli al riparo dalle ondate di violenza xenofoba che stanno accadendo in Sudafrica. Sì, il Sudafrica è in una fase in cui non vuole più immigrati, non vuole stranieri, ed è una lotta fra neri.
Sì, il razzismo non è una piaga dell’uomo bianco, nonostante quello che si insegna in tutte le migliori università americane. Esiste il razzismo tra neri da sempre, anche perché esistono delle identità etniche, tribali, molto profonde e molto radicate — il Sudafrica ne è un buon esempio — e poi dietro la violenza xenofoba che in Sudafrica prende di mira varie minoranze etniche, sempre con lo stesso colore della pelle, tutti neri come i sudafricani, dietro ci sono anche quei temi economici che vengono considerati di destra, sovranisti, quando agitano proteste anti-immigrati in paesi occidentali, e cioè la concorrenza sleale sul mercato del lavoro e l’insicurezza.
Cioè, alcuni di questi immigrati vengono visti come un danno economico in quanto accettano dei lavori a salari inferiori e quindi impoveriscono la manodopera locale oggettivamente, oppure anche perché sono protagonisti di reati e alimentano una criminalità che genera insicurezza nella popolazione locale.
Insomma, nel Sudafrica sta accadendo una storia che meriterebbe di essere raccontata, ma non viene raccontata perché non c’è nessun bianco a cui dare la colpa del razzismo, della xenofobia e della caccia all’immigrato.»





