Riso amaro

Si può ridere di un uomo che muore scavalcando un passaggio a livello mentre arriva il treno? Che sia suicidio o imprudenza oltre i confini della stupidità, resta il fatto che quell’uomo, un ragazzo di vent’anni, non c’è più. E che alcuni suoi coetanei — secondo la testimonianza affidabile del fotografo Paolo Nigi, tra i primi ad accorrere dalla vicina stazione di Castelfiorentino — hanno commentato quanto era accaduto sotto i loro occhi con sogghigni, risate a scena aperta e battute da troll: «A-ha, che cretino!».

 Quand’ero persino più piccolo di adesso, mi capitò di ridere per un tizio che era appena scivolato sopra una lastra di ghiaccio, atterrando fragorosamente sulle chiappe. Però era una scena comica, quasi un classico del suo genere, dagli esiti dolorosi ma non letali. Se lo avessi visto precipitare in un crepaccio, oso sperare che la risata mi si sarebbe strozzata in gola. Ci stiamo quasi abituando a leggere la notizia estiva dell’infartuato da spiaggia su cui viene deposto un asciugamano pietoso, mentre intorno alla vittima del coccolone è tutto un balenar di mojito e racchettoni. Lì siamo ancora nel vasto campo dell’indifferenza umana. Le risate dedicate al cadavere di Castelfiorentino segnalano invece uno scatto ulteriore e ci proiettano sull’ultima frontiera del cinismo, che poi è sempre la penultima. Non resta che confidare nell’intelligenza artificiale. Forse i robot non piangono davanti alla morte. Ma di sicuro non ridono.

Firenze, giovane albanese travolto dal treno.

Un testimone: «La gente rideva»

Si chiamava Marko Kaziu, 20 anni. La denuncia su Facebook di un fotografo, ripresa dal sindaco di Castelfiorentino: «A che punto siamo arrivati?»

Marco Gasperetti per

Con le cuffie per ascoltare musica alle orecchie e l’incoscienza dei vent’anni, Marko Kaziu, un giovane albanese, ha superato le barriere e ha attraversato i binari vicino alla stazione di Castelfiorentino. Il macchinista di un treno regionale lo ha visto troppo tardi, ha frenato, ma non è riuscito ad evitarlo. Marco è morto dopo ore di agonia. Ma c’è un’altra notizia, tristissima, che si accompagna a questa tragedia segnalata su Facebook da un testimone, che ha raccontato di aver visto gente sorridere dopo aver visto il giovane essere travolto dal treno. «Hanno investito un ragazzetto col treno a Castelfiorentino – ha scritto poco dopo il fatto Francesco Nigi, fotografo di 29 anni —. Non so se sia vivo, già l’aver visto la scena mi ha lasciato abbastanza scioccato. La cosa che però mi ha veramente inorridito erano le persone che ci ridevano su. Indipendentemente dalle colpe e dalla negligenza del ragazzo nell’attraversare durante l’arrivo del treno, non è proprio il massimo ridere della probabile morte di una persona».

Il sindaco

Il post è stato ripreso dal profilo del sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni: «Ma davvero siamo arrivati al punto di ridere di una disgrazia così? Recuperiamo la nostra umanità, gente. Così facciamo abbastanza schifo». Poi, dopo la morte del giovane, Falorni ha espresso dolore e cordoglio. «La notizia che non avremmo voluto mai ascoltare è arrivata – ha scritto -. La famiglia di Marko mi ha comunicato che il suo cuore ha smesso di battere. Marko non ce l’ha fatta. Un ragazzo di 20 anni, una tragedia che ci colpisce tutti. La comunità di Castelfiorentino si unisce nel cordoglio alla sua famiglia, e porge le sue condoglianze. Riposi in pace».