Vardy lascia il Leicester. L’ultimo chiude la porta

Ha sempre indossato una sola maglia, declinando molte offerte importanti

Qualche giorno fa, dopo che la matematica ha condannato il Leicester alla retrocessione dalla Premier alla Championship – la serie B inglese – Jamie Vardy ha annunciato pubblicamente che la sua esperienza con le Foxes si chiude qui. Jamie ha 38 anni, farà ancora qualcosa prima di ritirarsi, ma il suo posto nel mondo resterà per sempre Leicester, e infatti il suo saluto sui social è stato declamato in una felpa blu notte, seduto davanti a tutti i trofei conquistati nei 13 anni passati lì.

Jamie è l’ultimo dei mohicani, per citare il bel romanzo di Fenimore Cooper: l’ultimo della mitica squadra che nella stagione 2015-16, sotto la guida del nostro amico Claudio Ranieri, vinse la Premier League. Credetemi: la più grande impresa (e sorpresa) nella storia del calcio dei club.
Il Guardian, quotidiano inglese d’eccellenza, è solito chiedere ai suoi giornalisti del settore Sport un pronostico a inizio stagione su chi vincerà la Premier e quali saranno le tre retrocesse. Un giochino da interpretare con serietà, perché le opinioni vengono pubblicate due volte: all’inizio del campionato, e poi alla fine. Nessuno quell’anno aveva pronosticato il titolo al Leicester, e questo è normale: una buona metà dei colleghi, invece, l’aveva inserito nel terzetto destinato a soccombere, rimediando una figuraccia che molti di noi avrebbero condiviso se fossero stati interpellati. C’è una cifra divenuta famosa per raccontare quell’annata, ed è 5000. 

La vittoria del Leicester era data dai bookmaker 5000 a 1, la quota dell’assurdo per definizione nel mondo delle scommesse: vi ci potete giocare lo sbarco degli extraterrestri o, restando in Gran Bretagna, un avvistamento del mostro di Loch Ness.
Di quell’impresa sensazionale Jamie Vardy fu l’esecutore materiale: 24 gol in quell’anno di corse a perdifiato e destri bene assestati, il braccio armato di Ranieri lì dove le mani di Schmeichel, i polmoni di Kante e il genio di Mahrez avevano apparecchiato il lavoro all’irresistibile sicario. Se ne sono poi andati uno a uno, in un declino che sempre Vardy ha interrotto quattro anni fa con la conquista della Coppa d’Inghilterra e del Community Shield per poterle dedicare alla memoria del patron thailandese Vichai Sriva-dana-praba, scomparso nel tragico incidente d’elicottero del 2018 fuori dal King Power Stadium. Jamie a Leicester è stato il prototipo di una classica figura inglese come il working class hero: l’eroe proletario per nulla predestinato, eppure capace di rovesciare il pronostico sulla propria vita, e renderla grande. Per questo è rimasto al Leicester declinando nel tempo le offerte dell’Arsenal e gli ammiccamenti del Manchester City e accettando una retrocessione prontamente rimontata, mentre questa seconda dev’essergli sembrata davvero troppo. Il suo dovere l’ha fatto ampiamente, e ci ha unito quella fedeltà a una favola che resta uno dei valori più apprezzati dello sport. Gli atleti, campioni o figuranti che siano, sono persone libere, possono compiere qualsiasi scelta, dal cambio frenetico di maglia al lusso di indossarne soltanto una. E ricavarne la felicità.