


George Clooney a 63 anni esordisce a Broadway. Porta sul palcoscenico la versione teatrale di “Good night, and good luck”, film del 2005. La storia di Edward R. Murrow, celebre conduttore della CBS, che nel 1954 accusò il senatore repubblicano Joseph McCarthy di condurre una caccia alle streghe, cercando infiltrati comunisti ovunque. Settantun’anni dopo, il programma di punta della CBS – “Sixty Minutes” – è andato in teatro, durante la prove, a intervistare Clooney.
L’attore non ha perso tempo nel trovare un parallelo fra quel tempo e il nostro tempo: anche oggi il potere, negli USA, vorrebbe intimidire, zittire e punire i giornalisti scomodi. Ha ricordato, per esempio, quanto sta accadendo al Los Angeles Times e al Washington Post; e la causa da 20 miliardi di dollari intentata da Donald Trump alla stessa CBS, accusata di interferenze elettorali.
«Quando gli altri tre poteri – esecutivo, legislativo e giudiziario – ci abbandonano, il quarto potere deve farcela», ha detto Clooney.
A Donald Trump, prevedibilmente, questo non è piaciuto. Il Presidente si è scagliato contro George Clooney definendolo “a second-rate movie ‘star’” and “failed political pundit,”.una “star di serie B” e “un politologo fallito”.
Scodinzolare impauriti: ecco cosa vorrebbe Donald Trump da giornalisti, commentatori, attori. Speriamo che molti – non solo in America – siano capaci di tenere la coda ferma, i nervi saldi e la testa fredda. Se no, siamo nei guai.

