
Non se ne esce: o si decide di vivere sotto un regime autoritario, oppure si accetta il prezzo insicuro della libertà. Lo Stato di polizia liberale non esiste in natura. Da lunedì è in corso un secondo esperimento sociale. Se il primo consisteva nel chiudersi in casa, questo riguarda gli effetti della riapertura delle gabbie. La libertà personale è passata dalla fase dell’interruttore (spenta/accesa) a quella ben più impegnativa della manopola, in cui i diritti non si sospendono: si dosano. Come sta andando? Qualcuno, specie tra i giovani, la sera alza il gomito e abbassa la mascherina. Ma al mondo c’è di tutto, compresa una buona parte di superficiali, di irresponsabili e di strafottenti. Finché restano una minoranza, si può cercare di dissuaderli piazzando qualche pattuglia davanti ai principali luoghi di ritrovo, ma andare oltre significherebbe instaurare un regime poliziesco. Proprio quello che alcuni sembrano augurarsi, magari dopo averlo deprecato nei giorni della clausura, e lo testimonia la crescente popolarità degli sceriffi con il lanciafiamme.


